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Proposta per l'Università

(post originale)

Sono stanco di sentire i politici parlare di riforme e finire per proporre piccoli cambiamenti e idee che non hanno la riforma solo nel titolo. Una riforma deve, specie in Italia, essere disegnata per rendere convenienti comportamenti virtuosi, e non nell'impedire comportamenti dannosi al sistema, con regole facilmente eludibili. Questo dovrebbe essere, secondo me, lo scopo di qualsiasi legge riformatrice. Qui di seguito butto giù alcune idee per l'Università. Leggendo solo le parti in grassetto si ha la visione completa dell'idea.


 

1) Piano strategico di Ateneo, Facoltà e Dipartimento. Con tutte le riunioni più o meno inutili che si fanno, propongo delle riunioni ai diversi livelli per definire le direzioni strategiche della ricerca e della didattica. Tutti quelli che ci lavorano discutono e votano quali debbano essere le direzioni di ricerca future che indirizzeranno le future assunzioni.


 

2) Processo di reclutamento. Userò la parola "concorso", anche se mi fa schifo perché ricorda le troppe ingiustizie ne nella Pubblica Amministrazione si sono perpetrate ai danni di uno stato che non poteva -e forse non voleva- controllare. Date le direzioni strategiche prese dei dipartimenti, valutate formalmente, ma non nella sostanza, da facoltà e atenei, data la disponibilità dei fondi, pubblica un bando (alla fine vedrete che anche la chiamata diretta funzionerebbe lo stesso nel sistema che propongo, ma visto che l'Italia non ama i cambiamenti troppo radicali mi limito al bando pubblico) per l'assunzione della figura richiesta. L'intervista o prova di concorso viene svolta da una commissione decisa dal Dipartimento (scegliere a caso la gente non fa che mettere le decisioni in mano a persone che non hanno interesse nella decisione ne la conoscenza della strategia in cui l'assunzione è inserita). La decisione della commissione viene valutata dal Dipartimento in un altra riunione in cui, con votazione, si giudica la decisione della commissione.


 

Il bando viene fatto indicando il settore scientifico disciplinare ma con la specifica della specializzazione e di titoli richiesti. Oggi si vedono concorsi nominalmente su un settore, ma che nascondono una decisione strategica e quindi si fanno salti mortali per giustificare le scelte, portando, dal punto di vista legislativo, a concorsi truccati.


 

3) Inversione del cofinanziamento. Le Università attualmente non hanno interesse a finanziare grossi progetti, né, di conseguenza, ad assumere persone eccellenti, perché ogni progetto che riceve finanziamenti é cofinanziato dall'Ateneo stesso, che quindi vede il progetto come una spesa. Si vedono scene pietose di professori che chiedono al rettore se l'Università è disponibile a mettere i soldi per un progetto di portata decente. I soldi per un progetto vanno in percentuale ai ricercatori che lo hanno proposto (le percentuali si decidono, ma sono di solito sull'80% se non sbaglio), il resto va agli atenei e i dipartimenti, che quindi avrebbero la convenienza a finanziarli.


 

4) Responsabilizzazione. Ogni anno, ricercatori, professori associati e professori ordinari sono sottoposti a valutazione, in base a un piano annuale discusso e sottoscritto con il Dipartimento e valutato e giudicato da Facoltà e Atenei. Se i parametri decisi non sono stati rispettati (i parametri minimi devono arrivare "dall'alto" per evitate le "cricche"), si provvede d'ufficio a decurtare stipendi e anche a licenziare. Un professore universitario non è un operaio alla catena di montaggio, che deve giustamente essere difeso, è uno che deve difendere ed rappresentare l'eccellenza. Se non lo fa va a casa.


 

5) No posto fisso inteso come inattaccabile, e no precariato forzato, come questi politucoli continuano a proporre (sei anni e poi sei fuori ' che idiozia degna di una che è stata sfiduciata per manifesta incapacità da presidente del consiglio comunale di Desenzano), ma valutazione continuativa sulla didattica e sulla ricerca fatta localmente e democraticamente con voto (palese o segreto).


6) Distribuzione dei fondi tramite decisioni della direzione dell'Università, al vaglio e critica di Facoltà e Dipartimenti. Basta distribuzione a pioggia per accontentare tutti i "colleghi".


7) Dettagli: Propongo tre livelli di ricerca/docenza: professori assistente, associato e ordinario con obbligatorietà di insegnamento e di ricerca. Si istituiscono figure di "lettori" ad esclusivo uso didattico (con contratti temporanei o no, dipende dal taglio dell'università, se di ricerca o didattica).


Voglio mandare questa proposta a partiti politici (quindi non al PdL) perché anche la proposta del PD che ho visto non mi soddisfa, non rende il sistema Universitario competitivo, anche se ha delle buone idee. Vi pregherei di darmi suggerimenti e consigli per renderla migliore. Se mi verranno in mente altri punti (sto scrivendo di getto incazzato da quello che sento dire) li aggiungerò qui.

 

 

Pubblicato il 4/12/2010 alle 14.24 nella rubrica diario.

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