.
Annunci online

Improvvisazioni a tema sociale e politico
POLITICA
20 febbraio 2011
Né/Sia di Destra né/sia di Sinistra

(post originale)

Mi riprometto sempre di non perdere il mio tempo a ripetere cose che sono note da decenni, se non secoli. Ma pare che in un'Italia anestetizzata da una rimbombante dittatura della (presunta) maggioranza, anche le cose più ovvie sono bellamente dimenticate, o bollate in vario modo: comuniste, di sinistra, finiane, antiberlusconiane, anti-italiane, e una serie di epiteti meno ideologici e più offensivi.


 

Faccio un esempio: i miei amici francesi non fanno che ripetermi che "se una persona è senza un tetto, è anche un problema mio." La tentazione di etichettare il discorso come ideologico, comunista, utopico è forte, ma sarebbe solo il risultato di una analisi banale, che mi vergogno quasi a fare, non fosse che credo che anche le analisi banali, al giorno d'oggi, serve ripeterle.


 

Il ragionamento è questo: se ci sono persone senza casa, senza soldi, senza futuro, questo avrà implicazioni sulla società futura, sull'economia (non comprano e non producono), sulla sicurezza (saranno indotti a delinquere), sulla politica (spesso con norme repressive), e così via. Anche a essere individualisti e guardare solo alla nostra famiglia, affrontare il problema sul lungo termine conviene, ne vale del futuro nostro, dei nostri figli e dei nostri nipoti. E non centrano niente discorsi di solidarietà, uguaglianza, giustizia, temi tabù nel berlusconismo, centri solo tu, il tuo futuro, e quello della tua famiglia.


 

Si tratta, in soldoni, di puntare alla pace sociale, che è l'unico modo di realizzare, o approssimare, quello che la democrazia è, ovvero un sistema che permette il cambiamento senza violenza.


 

Mi scuso per questa serie di banalità.

 

POLITICA
13 febbraio 2009
Analisi semiseria di un regime
Hitler nel 1933 aveva 44 anni. Mussolini nel 1925 ne aveva 42. Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde, Salgado y Pardo de Andrade ne aveva 44 nel 1936. Saddam Hussein nel 1979 ne aveva 42 anche lui. Mahmoud Ahmadinejad 49 nel 2005, vecchiarello, ma Pinochet era più vecchio: 58 anni, la stessa età di Berlusconi nel 1994, per capirci.

I primi dell'elenco sono tutti in fascia "mezza età". Nel saggio "Della potenza sessuale" di Richard von Brusterr (Edizioni Minck, 1964), questa è l'età in cui, a causa di tormenti sulla propria virilità, si cercano affermazioni altrove. Chi si compra una porsche, chi diventa dittatore, chi costruisce Milano Due. Questa fase ha successo se il soggetto riacquista la perduta autostima. In caso contrario l'ansia da prestazione si traduce in un sempre più affannoso tentativo di sublimazione dell'impotenza in azioni di potere. A qualcuno alla fine riesce il passo determinante. Pinochet a 58 anni assume il potere e, frustrato da anni di serate in bianco e dal terrore dell'oblio, fa di tutto per farsi ricordare. Alcuni, tipicamente privi del gene della vergogna e piuttosto ignoranti, continuano a tentare, riuscendo solo, il più delle volte, ad abbozzare pallide imitazioni di un regime serio, rimanendo nel cono d'ombra della storia, apparendo al più come macchiette divertenti, curiosità bizzarre, come il popolo che li ha eletti. I più stupidi fra tutti non si fermano nemmeno quando l'età dovrebbe suggerire loro la bocciofila al posto del potere assoluto. Tra una bocciata e l'altra qualsiasi barzellettina mediocre, specie se sporca, suscita qualche risata, nelle sale del governo, invece, solo un po' di pena e compiacenza ruffiana. Ma visto che il benessere dell'individuo è la cosa più importante, che li si lasci fare a questi poveretti, in fondo poi tutto passa, la meschinità come la crudeltà. Sulle loro tombe scriveranno: "da giovane non era poi così male."

Postfazione:
Il post nasce dalla delusione e la rabbia suscitatemi dal caso Englaro, lo scontro tra Berlusconi e Napolitano, che cortesemente -ma si può?- aveva pure avvisato il Silvio che non avrebbe firmato il decreto. La volontà del nano schifoso di forzare le istituzioni democratiche. Le vili opportunità di un piano piduista e sostanzialmente stupido. Lo smembramento della carcassa da parte di ogni tipo di saprofago politico e giornalistico. Lo schifo che ho provato e la paura per il futuro dell'Italia.
Il tono derisorio vuole essere espressione del mio massimo disprezzo per il pelato ignorante. Come ogni babbeo imbevuto di potere calpesta quel poco di buono che c'è in nome di qualche stupido pretesto. Fosse perché ce l'ha piccolo capirei, ma a una decina d'anni dalla sua stessa morte (in base alla durata della vita media), che sta cercando di fare?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. berlusconi satira sfogo dittatori mezza eta

permalink | inviato da bmm il 13/2/2009 alle 15:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
15 novembre 2008
Il ruolo della cultura
Io parto sempre da una domanda a cui cerco di dare una risposta. Quella di oggi è:
Quale background culturale dovrebbe avere un primo ministro, il presidente di un paese, un capo di governo? A parte l'identificazione della specializzazione migliore (giurista? ingegnere? letterato?), direi che la risposta dovrebbe essere qualcosa del tipo: "il più vasto possibile." Non solo il background, ma anche le capacità di sintetizzare la visione di una società (non dico e non auspico una ideologia), dei principi che la dovrebbero governare, il fine ultimo della società. Insomma, qualcosa del tipo: "Vorrei che il mio paese fosse così e così."
Quello che succede (guardandomi intorno) è invece che l'esito delle elezioni tende a premiare individui con scarse capacità intellettuali, quasi incapaci dei più semplici sillogismi. In sostanza l'elettore tende preferire, in media, i candidati, magari dai volti noti, con il profilo culturale che più ritengono simile al proprio. Altre soluzioni sono viste come elitarie e poco connesse alle situazioni contingenti. Non so se questo sia un fenomeno volontario o emergente, nel senso che non so se la scelta di voto è fatta in questi termini consciamente o no.
Nella società americana è rinomato il sospetto dell'elettorato nei confronti dei democratici, considerati elitari e lontani dai bisogni e desideri della gente. Ho l'impressione che in Italia, dove Berlusconi dimostra ogni giorno la sua mediocrità culturale, sia avvenuto qualcosa di simile. Qualcuno avrà votato per lui per non pagare l'ICI (poverino), ma molti altri devono essere stati attratti dalla sua comunicativa estremamente semplice e di scarsissimo spessore intellettuale.

Si potrebbe arguire che il popolo elegge i propri rappresentanti a propria immagine (e somiglianza), e che questo sia il vero senso della democrazia, ma credo che questa potrebbe essere al massimo l'argomentazione di un impreparato, o di uno in malafede. Sono convinto che il cittadino debba assumersi delle responsabilità (mio post democrazia e individualismo), non possa agire su base esclusivamente personale. Questo implica che debba anche conoscere i bisogni degli altri e della società, e che quindi debba avere una adeguata preparazione. Un mio amico dice che si dovrebbe dare il diritto di voto solo dopo il superamento di un esame di cultura generale. Non dico si debba arrivare a questo, ma non pare una cattiva idea. Certo questi discorsi lasciano il tempo che trovano, vista l'oggettiva tendenza dell'attuale governo all'uniformazione del pensiero, non solo della cittadinanza attuale, ma anche -forse soprattutto- di quella futura. Con la demolizione del sistema educativo statale, che dovrebbe avere (nei termini affrontati qui) un scopo che va ben oltre la formazione di lavoratori, il futuro del Paese è inevitabilmente non democratico, almeno non nel senso che la parola dovrebbe avere.

A volte penso che dovrei essere più ottimista.


SOCIETA'
9 novembre 2008
Confutazione del razzismo
Spesso la più forte confutazione del pensiero razzista si riconduce a un vago "siamo tutti uguali" che ben poco influenza le opinioni dei difensori/assertori di qualche razza. Esistono delle argomentazioni forti e inoppugnabili che abbattano le posizioni razziste? Io ne conosco 2:

1) Confutazione biologica: A metà degli anni '90 alcuni ricercatori americani annunciarono di aver trovato il gene "della pelle nera". Si trattava di un gene presente nelle persone di colore, ma non nei bianchi o negli ispanici. Qui credo si debba aprire una parentesi: la pratica forense americana individuava 5 razze: bianca, afro-americana, medio-orientale, ispanica, nativa. Chiaramente si tratta di una classificazione approssimativa: che fine anno fatto gli indiani dell'india? L'aver individuato il gene che identifica gli afroamericani era di grande aiuto nelle ricerche investigative. In sostanza, se si rinveniva materiale contenente quel gene nella scena del delitto, si aveva una buona probabilità (a parte qualche percentile), di trovarsi di fronte a un individuo di colore. La notizia fece il giro del mondo raggiungendo anche i mass-media, con toni diversi a seconda dei punti di vista.
Bastarono pochi mesi, però, anche se i media non se ne accorsero, per sconfessare la validità generale di questa scoperta. In popolazioni miste, come quella brasiliana, il gene in questione era distribuito equamente nella popolazione: bianchi, neri, gialli, etc. Cosa era successo? Eravamo di fronte a scienziati razzisti?
Non era così. Gli scienziati erano in buona fede, solo che la loro ricerca analizzava persone americane. La ricerca non individuava il gene della pelle nera, ma indicava abbastanza inequivocabilmente che la società americana non sì è mescolata significativamente, ovvero ha mantenuto le razze sostanzialmente isolate le une dalle altre. In società come quella brasiliana, il mescolio delle razze ha prodotto una diffusione del gene in tutti i colori di pelle. Cosa ci dice questo? Che non si è trovato il gene del colore della pelle, ma, in qualche modo, il gene della segregazione razziale. Pare proprio che un gene della pelle nera non esista!

2) Confutazione antropologica: La lettura del libro "guns, germs, and steel" di Jared Diamond (credo sia stato tradotto in italiano: leggetelo!) è illuminante e sorprendente. Diamond si chiede: da dove deriva la nostra società. Battiato direbbe: "la fantasia dei popoli che è giunta fino a noi, non viene dalle stelle." In un percorso all'indietro ci spiega che tutto ebbe inizio circa 10000 anni fa, quando l'agricoltura cominciò a svilupparsi nelle tribù umane. La produzione del cibo è stata la chiave che più di ogni altra ha potuto mettere in moto lo sviluppo di una civiltà piuttosto che un'altra. Perché gli aborigeni australiani ci sembrano così primitivi? O gli indios dell'amazzonia, i pigmei africani, etc.? La domanda va posta, secondo Diamond, e secondo chiunque abbia letto il suo fantastico libro, in un altro modo: A cosa serve ad un aborigeno quella che noi chiamiamo civiltà? Se dopo 300 anni di presenza dell'uomo bianco in Australia la produzione di cibo (o meglio la varietà) non è comparabile a quella di 2000 anni fa in medio-oriente, cosa possiamo dedurre? Se un bianco-occidentale morirebbe dopo pochi giorni nei territori dove gli aborigeni vivono da migliaia di anni, chi dobbiamo desumere essere il più abile? Quello che si desume è che le popolazioni hanno sempre ottimizzato lo sfruttamento dei territori dove vivevano, fino a che i bianchi non arrivavano e spazzavano via tutto con le armi, ma soprattutto con le malattie (quasi tutte le vittime della conquista del nuovo continente sono avvenute per infezione di vaiolo, a cui le popolazioni occidentali avevano sviluppato delle difese che i nativi non potevano aver avuto).
Quindi pare che, invece che disprezzare o compatire le popolazioni primitive, le dovremmo ammirare e imparare da loro.




sfoglia
dicembre        maggio

Sono sempre più convinto che l'improvvisazione sia fondamentale nella vita. Anche il piano più dettagliato e curato, alla fine, è parte da una improvvisazione ed evolve con improvvisazioni. Qui raccolgo delle improvvisazioni a tema sociale e politico che magari qualcuno leggerà prima o poi.

blog letto 1 volte

Add to Technorati Favorites

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.